Lasciar intendere Toma per Roma
È di questi giorni la diffusione sulla stampa dell’Ordinanza Sindacale n. 160/10 del 23 dicembre 2010 “ Divieto di mantenere in stato di abbandono, incuria e/o degrado gli immobili ubicati nel territorio comunale”. Mai ordinanza fu più fraintesa.
L’oggetto lascia infatti supporre che la Giunta Farisoglio abbia ingiunto il restyling di tutti gli edifici fatiscenti e/o abbandonati di Castellanza. Nulla di più errato. Ma quando mai questa Amministrazione interviene sulla proprietà privata!
Il Sindaco ha in realtà ordinato che è fatto divieto di mantenere gli immobili in stato di abbandono, incuria e/o degrado tali da consentire l’occupazione e l’utilizzo degli stessi da parte di soggetti che ne fruiscono quali impropri rifugi e/o rifugi temporanei di fortuna.
Nessuna preoccupazione per i topi (leggi pantegane) che girano indisturbati per strada e nelle abitazioni vicine o per i calcinacci che possono cadere sulla testa di un ignaro passante, ma solo e unicamente per quanti possano trovare rifugio temporaneo (non occupazione abusiva!) sotto quei tetti pericolanti grazie a ingressi ‘liberi’.
Al proprietario viene semplicemente imposto di intercludere gli accessi agli immobili e nel caso non ottemperasse il competente Servizio vi provvederà d’ufficio senza obbligo di preavviso e con totale addebito al proprietario dell’immobile. Ovvero, se il proprietario non compra assi e chiodi e chiude gli accessi (o meglio mattoni e cemento, più sicuro!) lo farà il competente Servizio (quale? la Polizia Locale o i Lavori Pubblici?) e presenterà il conto al proprietario oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria di 500,00 Euro per non avervi ottemperato personalmente.
Tutto qui. Non vogliono “straccioni” a Castellanza. Arrecano pregiudizio all’immagine della città.
Chi sperava di veder sistemate le case fatiscenti che fanno bella mostra di sé su via Matteotti, via Brambilla, via Pomini, via don Testori, ecc. dovrà rassegnarsi: resteranno così – danno un tocco di ‘storicità’ alla nostra Città.
Gennaio 2011
Lidia Zaffaroni