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Una pagella coi fiocchi ???
Leggo sul quotidiano La Prealpina del 14 dicembre u.s. che il nostro Comune sarebbe stato promosso a pieni voti da un campione di cittadini. Nell’articolo, si fa riferimento a un esito, che seppur parziale, chiude la bocca a chi ce l’ha troppo larga.
Ricapitolo: con Delibera della Giunta Comunale n. 72 del 25 maggio 2010 veniva approvato il rapporto di gestione dell’anno 2008 stabilendo al punto 3 del dispositivo di “riservarsi di procedere alla rilevazione della qualità percepita dalla cittadinanza mediante costituzione di un campione di nuclei familiari – per ora discretamente rappresentativo della nostra comunità – cui sottoporre, per una compilazione assistita, il modello di Conto Economico di Nucleo Familiare allo scopo di consentire ad ogni nucleo campionato di poter conoscere se l’entità dei benefici che il nucleo stesso riconosca di aver tratto dai servizi comunali ecceda o meno, ed in quale misura, l’entità degli esborsi che il nucleo ha versato al Comune...”. A tal fine, il 23 luglio 2010 è stato effettuato il sorteggio del campione di nuclei familiari per un totale di 45 famiglie, la cui tipologia è stata individuata dal Comune.
Prima considerazione, il sondaggio era rivolto a nuclei composti da una sola persona, da coniugi senza figli, da genitori con figli (uno o più) che frequentano l’asilo, la scuola materna, la scuola primaria, la scuola secondaria e per finire nuclei residenti composti da almeno 5 componenti tutti di età superiore ai 16 anni e nuclei residenti composti da immigrati.
Il mio nucleo famigliare non rientra in nessuna di quelle categorie. Ma neppure quello di tanti miei vicini di casa. Perché non chiedere anche a noi? Anche noi usufruiamo di servizi erogati dal Comune e vorremmo conoscerne il costo pieno per poter esprimere un giudizio.
Seconda considerazione, la compilazione assistita – il capofamiglia è stato convocato in Comune, un funzionario gli ha prospettato quanto il Comune esborsa per suo figlio che va all’asilo (o frequenta il doposcuola, la mensa, prende l’autobus, ecc.) e qual è invece l’entità del contributo che gli viene richiesto. Lo ritiene adeguato? Ma chi avrebbe risposto di no con il terrore di vedersi aumentare la retta per l’asilo o altro? o peggio di perdere un contributo economico?
Terza considerazione, è assolutamente anomalo che un sondaggio venga condotto direttamente dall’appaltante – per di più in posizione dominante sull’interpellato. Una delle regole basi dei sondaggi è di non infastidire l’intervistato – perché si otterrebbero risposte non veritiere. E nel nostro caso, il fastidio c’è sicuramente stato. Inoltre, qual è l’esperienza dei funzionari comunali in veste di sondaggisti?
Castellanza ha circa 14.000 residenti, raggruppati in circa 6000 nuclei familiari - che 45 capofamiglia (nemmeno l’1%) abbiano dichiarato di essere soddisfatti dei servizi ricevuti dal Comune non mi pare proprio rappresentativo e neppure indicativo di una tendenza.
Nell’articolo viene poi enunciata una serie di successi finanziari (finanziamenti ricevuti, ovvero soldi piovuti dal cielo!) ma l'intervistato dimentica di dire, ad esempio, che la nuova convenzione stipulata dal Comune di Castellanza con AGESP per la fornitura di acqua potabile comporta una riduzione dal 31,005% all’8% dei ricavi globali lordi annui derivanti dalla vendita dell’acqua nel territorio comunale per qualsiasi titolo e uso. Una perdita secca del 23% !!
Gli altri Comuni lamentano scarsità di entrate, Castellanza invece si può permettere di rinnovare una convenzione con una riduzione del 23% - e tutto per non cambiare gestore!!
Per fortuna ogni tanto cade dal cielo qualche finanziamento...
Lidia Zaffaroni
chi ci mette la mano?

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