INSIEME PER CASTELLANZA
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La ferrovia a Castellanza

Cronistoria
Interramento
Malpensa 2000
Tram-Treno
Stazione
L'Accordo di Programma
Hanno detto:

 

"... la linea Milano-Novare delle Ferrovie Nord, passa in un punto vitale di Castellanza, in una zona molto frequentata, dove l'afflusso del traffico è notevole, anche se i veicoli pesanti, deviati dal Sempione all'altezza di via Legnano, sono convogliati sulla circonvallazione di viale Don Minzoni, fino al Buon Gesù.
Tuttavia, i treni della linea Nord sono un mezzo indispensabile per i Castellanzesi, fin dal lontano 1883, quando venne stipulata la convenzione con la quale si concedeva al nobile ing. Marco Visconti la costruzione e l'esercizio della ferrovia Novara-Saronno, con prolungamento a Seregno.
Nel 1885 subentrò al concessionario una Società Anonima di Milano; l'anno dopo si procedette ad un sopralluogo nei territori di Castellanza e Castegnate, la cui Giunta Municipale aveva mosso alcune osservazioni riguardo la pubblica viabilità
Il testo della successiva convenzione, che giace tra i documenti dell'archivio comunale, specifica i rispettivi compiti della Società e del Comune, inerenti alle strade vicinali attraversate dalla ferrovia.
Si sa che, sulla strada detta "della Padella" si sarebbe dovuto costruire un cavalcavia (oggi in via don Minzoni), che si sarebbe eseguita una strada d'accesso alla stazione della larghezza di mt. 10 (l'odierna via Pomini), che le due vicinali parallele Garattola superiore e inferiore (cioè via Tagliamento), intersecate dalla ferrovia, sarebbero state convogliate in un'unica rampa (l'attuale via Isonzo), sfociante sul Sempione a nord del passaggio a livello custodito.
Delle strade comunali di Castegnate attraversate dalla ferrovia, veniva mantenuta la continuità diretta, con passaggio a raso provveduto delle opportune barriere.
Inoltre la convenzione concedeva al Comune la servitù di passaggio sotto la prima arcata del viadotto sull'Olona.
Quando nel 1926 il Comune di Castellanza, su richiesta del Cotonificio Cantoni, decise di trasportare il lavatoio pubblico da sud a nord della ferrovia per far posto a un edificio di presa di un canale industriale, e quindi occupò la scarpata ferroviaria per costruirvi una rampa d'accesso al nuovo lavatoio, la Società delle Ferrovie Nord fece opposizione.
La questione si protrasse per diversi anni: alcuni documenti del 1933 dimostrano che, a quell'epoca era ancora lontano un accordo. Solo nel 1940 una nuova convenzione, stipulata in seguito ad uno scambio di aree tra le Ferrovie Nord e il Comune, permise a quest'ultimo di mantenere l'occupazione della scarpata, quale zona d'accesso al lavatoio, ancora rilevabile dal tracciato della planimetria allegata all'atto.
Comunque, tra problemi, liti e convenzioni, la linea Milano-Novara si mantenne fino ad oggi."

tratto da "Momenti di vita castellanzese nella storia lombarda" Anna Colombo Candiani 1975

Storia delle FNM


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